Anfibi - Gruppo Natura Bellunese

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Anfibi

ZOOLOGIA
 


ANFIBI
a cura di FAUSTO TORMEN

GENERALITA' SUGLI ANFIBI


La classe degli Anfibi è stata il primo gruppo di esseri viventi ad essersi adattato alla vita  sulla terraferma. Pur non essendo in grado di dare una conferma definitiva, la scienza fa risalire la comparsa dei primi vertebrati terrestri alla trasformazione di una parte dei vertebrati acquatici che fino ad allora popolavano le acque del pianeta. Stiamo parlando di circa 350-400 milioni di anni fa (periodi Carbonifero e Devoniano). Che cosa può aver spinto questo gruppo di esseri viventi ad abbandonare la vita acquatica? Verso la fine del XIX secolo fu scoperto un pesce australiano, Neoceratodus forsteri, il quale disponeva di un sacco polmonare che gli permetteva di respirare fuori dall'acqua. Possedeva anche quattro pinne a forma di paletta, abbastanza rigide, che gli consentivano di trascinarsi sul fango quando si prosciugava la pozza in cui si trovava per spostarsi verso acque più profonde. Si ipotizzò così che i pesci polmonati potessero essere stati gli antenati degli Anfibi.
Gli Anfibi sono animali eterotermi, la cui temperatura corporea dipende dall'ambiente esterno (aria o acqua); questo significa che per essere attivi, essi devono termoregolarsi: assumere cioè il calore necessario dall'esterno. In condizioni di freddo intenso l'attività per loro diventa impossibile, ma questa condizione ha il vantaggio di non richiedere per lunghi periodi il cibo necessario  per la produzione di calore, come avviene per i Mammiferi e gli Uccelli. Questa è una delle ragioni della loro sopravvivenza in condizioni ambientali che per altri animali sarebbe impossibile.
La pelle  degli Anfibi è liscia, sottile e contiene  ghiandole mucose  che secernono un liquido adatto a mantenere l'equilibrio con l'aria (umettando la pelle) o con l'acqua e ghiandole sierose che producono sostanze tossiche utilizzate come forma di difesa, innocue per l'uomo, ma non per i predatori. Alcuni anfibi (raganelle) possono mutare il colore della pelle in particolari condizioni di luce, umidità, temperatura  e dello stato di eccitazione del sistema nervoso.
Una particolarità anatomica che permette agli Anfibi di  sopravvivere immersi nell'acqua o nel fango durante il periodo di inattività invernale è la respirazione cutanea. Essi dispongono infatti, oltre alla respirazione branchiale allo stato larvale ed alla respirazione polmonare nella vita adulta, di un sistema arterioso-venoso cutaneo che permette loro di assorbire ossigeno attraverso la pelle e la mucosa della cavità orale.
Lo scheletro è in parte cartilagineo, l'apertura orale molto grande e dotata di piccoli denti sulle mascelle e sul palato non adatti alla masticazione, ma utili a trattenere le prede e a spingerle verso l'esofago.
L'aspetto più caratteristico del ciclo vitale degli Anfibi è la metamorfosi, cioè il processo di trasformazioni fisiologiche che trasforma la larva nata dall'uovo in adulto. Gli apparati circolatorio, respiratorio, digerente e motorio si trasformano completamente nell'arco di due tre mesi; alcuni organi quali la coda, le branchie, i denti labiali scompaiono per lasciare il posto ad altri come i polmoni, gli arti, l'apparato auditivo. Tra gli Urodeli può capitare che  le larve non riescano a completare la metamorfosi e debbano trascorrere l'inverno allo stato larvale, completando il ciclo nella stagione successiva. In alcuni casi le larve perdono la capacità di trasformarsi e continuano la propria vita da adulti con le caratteristiche di larva, respirando con le branchie e conducendo esclusivamente vita acquatica. Questo fenomeno è chiamato Neotenia.
La riproduzione degli Anfibi avviene per la maggior parte in acqua. Generalmente all'inizio della primavera  alcuni Urodeli (tritoni) e tutti gli Anuri (rane e rospi) migrano verso pozze d'acqua, paludi, fossati, fiumi e torrenti dove avvengono gli accoppiamenti. Vengono deposte uova costituite da un rivestimento gelatinoso contenenti un nucleo che ben presto si trasforma in un girino, nell'aspetto, completamente diverso dagli adulti se della classe degli Anuri, in una piccola  larva di aspetto simile agli adulti se della classe degli Urodeli. Una  parte di salamandre partorisce larve già sviluppate o piccoli già metamorfosati (Salamandra atra).
La sopravvivenza degli Anfibi è legata alla presenza ed all'attività dell'Uomo. Negli anni il loro numero è sensibilmente e progressivamente calato. I motivi vanno ricercati nel costante aumento dell'uso di pesticidi nelle culture che provocano danni sia diretti che indiretti, sia nella distribuzione capillare di strade che diventano un ostacolo fatale per un gran numero di specie e di individui durante la migrazione verso le zone umide per la riproduzione.
Eppure anche gli Anfibi occupano un posto importante nella catena alimentare: vengono mangiati da altri animali quali serpenti, mammiferi ed uccelli, ma mangiano a loro volta altri animali: sono infatti i maggiori predatori di insetti, dopo gli Uccelli, diventando strumenti di lotta biologica a salvaguardia delle colture dell'Uomo.


 
 

ANFIBI DELLA PROVINCIA DI BELLUNO

 
 

Salamandra pezzata o giallo-nera (Salamandra salamandra)


Animale  allungato con coda di sezione circolare non molto lunga,di aspetto robusto e di colore nero lucido con macchie giallo brillante disposte in modo vario, generalmente sulla parte superiore del corpo e sugli arti. Testa larga rispetto al corpo con occhi grandi e ghiandole paratoidi di notevoli dimensioni. Può raggiungere una lunghezza di 28-30 cm. Non vi sono evidenti distinzioni tra i sessi.
La salamandra frequenta generalmente boschi di latifoglia ad una altitudine tra i 200 ed i 1000 m s.l.m., con qualche presenza a quote superiori.  Il suo habitat è il terreno umido del sottobosco, non lontano dall'acqua;  ha un'attività  prevalentemente notturna, ma si può incontrare anche durante il giorno, dopo la pioggia. Si  ciba di invertebrati quali millepiedi, lombrichi, lumache o altre specie poco mobili, che la lentezza dei suoi movimenti le permette di catturare.
L'accoppiamento avviene sul terreno, ma gli spermatozoi assunti con la spermatofora rimangono vitali per diverso tempo e la fecondazione quindi può essere differita; la femmina in questo caso partorisce in primavera larve già formate, a diversi stadi di sviluppo, nell'acqua corrente, molto ossigenata, di torrenti e ruscelli. Questo spiega perché le larve possono subire la metamorfosi durante quasi tutto il corso dell'anno e, a volte, nell'anno successivo.



Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Salamandra nera o alpina (Salamandra atra)


Le dimensioni di questa specie sono inferiori a quelle della salamandra pezzata, anche se la forma è molto simile. Raggiunge infatti circa i 15 cm di lunghezza nella femmina e poco meno nei maschi; il colore è nero brillante, la testa larga con grandi ghiandole paratoidi. Sono abbastanza evidenti le protuberanze costali e i solchi intercostali. L'habitat di questo urodelo è quello tipico dell'ultima fascia di bosco e della prateria alpina, fino a quote elevate. La vita di questo animale è infatti svincolata dalla presenza di acque superficiali in quanto l'accoppiamento avviene sul terreno, sul quale la prole viene partorita,  già in grado di condurre vita autonoma. La gestazione ha una durata di almeno due anni fino a quote di 1300-1400 m e anche di tre anni a quote superiori

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Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 


Tritone alpestre  (Mesotritons alpestris)


Specie simile ad una piccola salamandra con coda a sezione appiattita verticalmente, nella parte superiore in prosecu-zione della cresta dorsale. I maschi hanno una lunghezza di circa 9-10 cm, una colorazione superiore scura sul grigio-bruno, i fianchi  a fondo azzurro con fitta macchiettatura nera che si estende alla coda e al muso; il ventre e la gola  hanno un colore arancio-rosso senza macchie e sul dorso è presente una cresta bassa di colore giallo, barrata di nero.  Queste colorazioni sono più marcate nel periodo riproduttivo. Le femmine, di maggiori dimensioni (fino a 12 cm), sono simili nelle parti inferiori, ma marmorizzate e di colore meno scuro  in quelle superiori, mancano di cresta dorsale ed i fianchi, pur macchiettati, non hanno fondo azzurro. Sono frequenti soggetti di colorazione più chiara.
Questa è la specie più acquatica dei tritoni e si può osservare in acqua da febbraio-marzo fino ad ottobre. Frequenta pozze o bacini di acque prevalentemente ferme o stagnanti, meno frequente in quelle correnti. Vive  generalmente tra i 700-800 fino a 2000 m s.l.m. ed oltre; nella nostra provincia si trova anche a quote basse.  Ha una dieta prevalentemente carnivora, formata da insetti, larve di insetti, piccoli crostacei e simili.
La riproduzione avviene in primavera ed è caratterizzata dalle esibizioni con cui i maschi attraggono le femmine e le invitano ad assumere la spermatofora deposta per la fecondazione. Le uova vengono attaccate singolarmente alla vegetazione e le larve, dopo la nascita, completano il loro sviluppo nel corso dell'estate o, se a quote elevate,  nella primavera successiva.




Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 


Tritone punteggiato
(Lissotriton  vulgaris)


Tritone  di dimensioni leggermente inferiori al tritone alpestre ma, a differenza delle altre specie, i maschi possono essere più grandi delle femmine. E' caratterizzato dal muso appuntito, da una fascia scura ai lati del capo e da tre solchi sulla parte superiore del capo stesso; le parti inferiori sono giallastre  e macchiettate di nero, maggiormente sulla gola. Nella parte centrale del ventre, longitudinalmente, è presente una linea rossastra più o meno marcata.  I maschi, nel periodo riproduttivo che coincide con la fase acquatica, hanno una cresta che va dalla parte centrale del dorso fino alla fine della coda. Questa specie abbandona molto presto l'acqua e conduce un vita terricola e notturna, trovando rifugio durante il giorno sotto le pietre, tra il muschio o legno marcescente. Nella nostra zona non è molto diffuso e si trova dai 200 ai 1000 m, solo nella parte bassa della provincia.
Il comportamento nella riproduzione è molto simile a quello del tritone alpestre ed avviene preferibilmente in acque poco profonde, possibilmente ricche di vegetazione.


Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Tritone  crestato italiano  (Triturus cristatus carnifex)


Questo tritone raggiunge  i 14- 15 cm di lunghezza, talvolta anche i 18 cm .nelle femmine, che hanno in genere dimen-sioni maggiori. Il colore delle parti superiori è scuro, bru-no o grigiastro, punteg-giato di nero, mentre il ventre  è giallo o rossastro con una caratteristica mac-chiettatura, più fitta sulla gola. I maschi nel periodo riproduttivo hanno una cresta alta e dentellata e la  coda con  una evidente fiammatura laterale bianca o bluastra. Le femmine sono prive di cresta ed hanno talvolta, come gli esemplari giovani, una striscia dorsale gialla. Nella fase terrestre l'aspetto di entrambi i sessi diventa più uniforme e scuro nella parte superiore.
Questa specie, nelle nostre zone, è meno acquatica del tritone alpestre, tanto che è difficilmente osservabile in acqua durante l'estate. Nella fase terrestre è attivo di notte e si rifugia nelle ore diurne in anfratti del terreno, sotto le pietre o ceppi, non lontano dalle pozze di riproduzione. L'alimentazione è simile a quella delle altre specie, anche se, date le maggiori dimensioni, non disdegna le larve degli altri tritoni o anche dei cospecifici. Può cibarsi anche di adulti del tritone punteggiato. Nel periodo riproduttivo il corteggiamento avviene con un rituale  simile agli altri tritoni, come pure la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve.




Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata)


Piccolo rospo lungo al massimo 5 centimetri con il corpo verrucoso di colore bruno nelle parti superiori e giallo brillante o arancio macchiate di nero-bluastro nelle parti inferiori, talvolta con puntini bianchi. Questa colorazione è una tipica comunicazione di tossicità della pelle rivolta ai predatori ed unico mezzo di difesa di questo animale, che se ne serve, se minacciato, inarcando la schie-na ed alzando le zampe. L'ululone  è una specie diurna, a volte attiva anche di notte, che frequenta pozze non profonde, paludi, fossati , anse di fiumi e torrenti dove l'acqua è tranquilla, ma anche pozzanghere temporanee. E' facile vederlo galleggiare in una tipica postura con le zampe distese sulla superficie dell'acqua.La femmina depone circa un centinaio di uova tra maggio e luglio, a volte anche più tardi. In questo caso le larve possono svernare allo stato larvale, completando la metamorfosi nella stagione successiva.




Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Rospo comune  (Bufo bufo)


Il rospo comune  è il più grande delle specie europee; la femmina infatti può rag-giungere  i 15 cm di lun-ghezza, mentre il maschio ha dimensioni  sensibilmente in-feriori. Ha pupille orizzontali, grandi ghiandole parotoidi  leggermente oblique, pelle molto verrucosa. La sua colorazione varia dal giallastro al bruno scuro, spesso con chiazze chiare. E' difficile da osservare durante il giorno,  trattandosi di un animale notturno, tranne in particolari giornate di elevata umidità. Al crepuscolo esce dal rifugio diurno per cacciare larve di artropodi e lumache, rivelan-dosi molto utile contro i parassiti delle piante coltivate. Si sposta camminando lentamente e goffamente, talvolta saltando se importunato. Se minacciato (in genere dalle natrici dal collare), si gonfia e si alza sulle quattro zampe dando l'impressione di essere più grosso, salvandosi spesso  in questo modo la vita.
Nel periodo riproduttivo, da febbraio- marzo in pianura e più avanti a quote maggiori,  i rospi  migrano verso i luoghi di riproduzione che sono pozze d'acqua, stagni, laghetti;  i maschi in questo periodo emettono flebili richiami sonori per segnalare la loro presenza alle femmine. Le femmine depongono migliaia di uova (6000-10000) riunite in lunghi cordoni gelatinosi, dai quali nascono i girini, piccoli e neri, che impiegheranno due o tre mesi per completare la metamorfosi ed uscire dall'acqua.



Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Rospo smeraldino  (Bufo viridis)

Rospo di  dimensioni inferiori del rospo comune; le femmine, più massicce dei maschi,  arrivano  infatti al massimo ai 10 cm di lunghezza. La sua colorazione rende il rospo smeraldino la specie più bella e vivace dei rospi europei: sul colore di fondo, chiaro, spiccano macchie verdi ben delimitate, spesso con puntini rossi su alcune verruche della pelle. Esistono popolazioni con colore di fondo più scuro, tendenti al rosso mattone o grigiastro.
Questa specie sopporta aridità prolungata e temperature elevate, tanto che sembra non aver bisogno dell'umidità.  Vive spesso in vicinanza delle abitazioni e di notte  si sposta talvolta sotto i lampioni stradali  dove sono più numerosi gli insetti. A differenza del rospo comune, ha sacchi vocali esterni ed emette, di notte, un trillo che può essere confuso con quello del grillo. Il comportamento riproduttivo è simile a quello degli altri  rospi , ma i girini hanno dimensioni maggiori all'inizio della metamorfosi.


Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Raganella italiana  (Hyla intermedia)


Piccola rana con pelle liscia, zampe lunghe con piccoli dischi adesivi sulla punta delle dita che le permettono di arrampicarsi e di aggrapparsi su qualunque superficie. Il colore della pelle è normalmente un verde brillante che può variare dal giallo al marrone, anche temporaneamente, a piacere dell'animale, probabilmente in funzione delle condizioni climatiche o del suo umore. Possiede inoltre una evidente striscia scura  che, partendo dalla narice attraverso  l'occhio e il timpano, arriva fino quasi all'inguine, dove si dirama verso l'alto ed il basso. I maschi hanno un grande sacco vocale sotto il mento che permette loro di emettere il ben noto gracidio udibile a distanza. Le raganelle vivono quasi esclusivamente sugli alberi o cespugli, dove catturano,  saltando con destrezza, gli insetti che costituiscono il loro cibo essenziale. La riproduzione avviene in aprile e maggio come per gli altri Anuri, in pozze, stagni, laghetti; in questi la femmina depone sino a 1000 uova  riunite in agglomerati delle dimensioni di una noce,  da cui nascono i girini, che sono distinguibili per la membrana natatoria della coda più  alta di quella delle altre specie.


Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Rana temporaria  (Rana temporaria)


Rana appartenente al gruppo delle rane rosse, caratterizzate dalla colorazione bruno rossastra sul dorso, dalle parti inferiori bianche o macchiettate, e da una caratteristica macchia scura nella regione temporale che si estende dalla narice all'attac-catura delle zampe anteriori.
La  Rana temporaria ha le zampe posteriori corte e massicce,  il muso tondeggiante, le pliche dor-sali abbastanza ravvicinate, timpano distanziato dall'occhio, gola e ventre debolmente macchiettati o marmorizzati.
Nel periodo riproduttivo i maschi hanno la gola bluastra. E' tipica delle alte quote, ma frequenta diversi tipi di  ambiente e si può incontrare in qualsiasi luogo umido. Sverna in genere nel fango sul fondo degli stagni. Si nutre di lumache, coleotteri, imenotteri ed altri artropodi. La fase riproduttiva inizia molto presto, in marzo, quando a volte la neve è ancora presen-te; le femmine depongono circa 4000 uova in ammassi gelatinosi che galleggiano sulla superficie dell'acqua, dai quali nascono i girini che completeranno la loro metamorfosi in due-tre mesi. Poi le giovani rane escono dall'acqua e si disperdono nell'ambiente circostante.



Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Rana agile (rana  dalmatina)



Questa rana di circa 6 cm, apparentemente simile alla Rana temporaria, si trova abitualmente a quote non elevate, in luoghi piuttosto umidi, quali boschi, prati paludosi, spesso in vicinanza di corsi d'acqua, anche se le sue abitudini sono tipicamente terricole. Le sue caratteristiche più evidenti sono le lunghe e sottili zampe posteriori che le permettono salti anche di due metri, muso appuntito, pliche dorsali ben separate, timpano evidente e molto vicino all'occhio.La colorazione foglia morta non è molto variabile e le macchie meno evidenti che in altre specie simili. Tipica la colorazione giallo zolfo  nella zona inguinale. La gola ed il ventre sono generalmente  pallidi anche se può essere presente una debole macchiettatura laterale. Si nutre principalmente di invertebrati. La femmina depone a partire dal mese di marzo circa 600-2000 uova che si presentano in un unico ammasso galleggiante.  



Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Rana verde   (Rana synklepton esculenta)


Rana lunga fino a 8-9 cm, di colore verde nelle diverse tonalità fino al marrone, parti posteriori delle cosce marmoriz-zate con fondo giallastro, striscia più chiara al centro del dorso verde pallido o gialla, sacchi vocali laterali e biancastri nei maschi. Conduce una vita principalmente acquatica e diurna: si osserva facilmente nelle giornate di sole stazionare sul bordo dell'acqua, pronta a tuffarsi al primo rumore sospetto, riemergendo dopo un poco con la sola testa.





Si ciba di insetti, anche di grandi dimensioni  come le libellule, che afferra estroflettendo la lingua adesiva; cattura talvolta anche qualche piccolo vertebrato, anche della propria specie. La femmina depone nell'arco di un paio di giorni alcuni gruppi  di uova, complessivamente oltre le 5000. La metamorfosi dei girini dura circa tre mesi.



Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Metamorfosi degli Urudeli


Metamorfosi degli Anuri


Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

CLASSIFICAZIONE


Regno         Animale
Tipo           Cordati          (Chordata)         Animali con corda dorsale
Sottotipo     Vertebrati     (Vertebrata)       Animali con colonna vertebrale
Classe         Anfibi            (Anphibia)


SPECIE PRESENTI IN PROVINCIA DI BELLUNO

 
 

Ordine

Famiglia

Genere e specie

Nome italiano

Urodeli

Salamandridi

Salamandra atra

Salamandra alpina o nera

Salamandra salamandra

Salamandra Pezzata

Mesotriton alpestris

Tritone alpestre

Lissotriton vulgaris

Tritone punteggiato

Triturus cristatus canifex

Tritone crestato italiano

Anuri

Discoglossidi

Bombina variegata

Ululone dal ventre giallo

Bufonidi

Bufu bufo

Rospo comune

Bufo viridis

Rospo smeraldino

Ilidi

Hyla intermedia

Raganella italiana

Ranidi

Rana synklepton esulenta

Rana Verde

Rana dalmatina

Rana agile o dalmatina

Rana temporaria

Rana temporaria o di montagna

Testo, disegni e immagini di Fausto Tormen
 
 

Estratto dal DVD “LA MONTAGNA BELLUNESE” – 2011  
repertorio didattico sostenuto dalla Fondazione Cariverona ed edito congiuntamente da
Club Alpino Italiano – Sezione di Belluno,
Gruppo Natura Bellunese – Belluno  
Centro Turistico Giovanile – Belluno

con la collaborazione di
ARPAV – Dipartimento di Belluno
Associazione Micologica Bresadola – Belluno

 
 
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